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Indice Cronologico della Rivista Neopsiche
Indice di Neopsiche N° 24

Soggettività e individuazione
nella relazione terapeutica.
Alfredo Marangon

Per quanto tu cammini e percorra ogni strada, non potrai raggiungere i confini dell'anima, tanto è profondo il suo logos". (Eraclito, DK, fr.45) "Io sono tu e tu sei io, e dove tu sei io sono, e in tutte le cose io sono dispersa.
E dovunque tu vuoi, tu mi raccogli; ma raccogliendomi, tu raccogli te stesso".
(Frammento gnostico dal Vangelo di Eva in Epifanio di Salamina, Panarion Haeresion, 26.3)
I pensieri e le passioni: due espressioni dell'uomo alla ricerca della sua più profonda natura che ogni volta si sottrae alle definizioni con cui il pensiero categoriale cerca di declinarla in forme prevedibili e quantificabili.
Lasciarsi alle spalle l'ipoteca scientifica della passione quale ragione motivante e del pensiero quale tecnologia idonea alla risoluzione di questo o quel problema equivale consegnarsi all'ascesa verso la più piena realizzazione personale.

La soggettività è il suo individuarsi di cui l'autonomia è il mezzo.
Quale relazione istituire dunque tra il processo di sviluppo della personalità ovvero il dispiegarsi della realtà personale e il setting analitico quale realtà psichica e relazionale capace di favorire il naturale processo dell'aspirazione umana alla piena realizzazione?
Berne considerò tale aspirazione come pulsione creativa generalizzata verso la salute.
Essa è natura, concettualizzabile quale forza animata dalle radici biologiche più profonde dell'essere umano.
La relazione è concepibile e raffigurabile nei termini di un percorso individuativo e realizzativo che promuove, incoraggia, stimola, prevede forme empiricamente osservabili di passaggio da condizioni di inautenticità espressiva a condizioni di autenticità progettuale.
Ora se l'aspirazione naturale equivale ad essere la più potente determinante del cambiamento personale, allora il compito analitico nel setting è quello di liberare l'autentica Natura del soggetto perchè possa costituirsi termine essenziale ed unico del proprio progetto esistenziale.
Il passaggio dalla natura alla cultura, dall'azione dettata dall'istinto all'azione governata dalla ragione etica equivale all'integrazione dell'istinto nelle forme evolutive dello spirito quale superamento degli idoli, delle false immagini con le quali si è intrattenuta l'illusoria convinzione del comando, del controllo, del successo, della fama, del costituirsi titolare di un potere tendenzialmente illimitato.
Immagini e realtà da noi create, realtà inafferrabili frutto della nostra mente, dei nostri desideri, della nostra volontà di potenza.
Dobbiamo saper riconoscere che l'essenziale, la Physis, equivale all'incessante manifestatività, al flusso che dal nascosto porta alla luce, quale condizione cui attingere il senso originario della natura.
Questa modalità del sorgere, della quale Berne ha saputo riconoscere acutamente "la forza di crescita della natura che trasforma organismi meno evoluti in organismi più evoluti, fa crescere gli embrioni in organismi adulti, fa migliorare la gente che è malata, mentre chi è sano lotta per raggiungere i propri ideali", costituisce a tutti gli effetti, insieme a Eros e Thanatos lo sfondo della vita psichica.
Costituisce altresì il crinale che divide e lega insieme il momento aurorale, continuamente nascente dell'individuo e il momento ancora impensato, il disvelamento di ciò che è ancora latente.
Si tratta del movimento che conduce dal nascosto al manifesto: un ambito del sorgere dove la verità dell'individuo prende le forme della metanoia, del volgersi, del cambiare, dell'integrazione delle componenti scisse e reiette di sè, un volgersi verso il centro della propria individualità, abbandonando progressivamente la Maschera.
Si tratta in definitiva di permettere alle persone di riprendere il contatto con quella forza entro di loro, al fine di consentirne la realizzazione, qualunque ne sia il progetto e la direzione.
Spezzare i confini propri della matrice di copione, dirigere verso un altrove tale forza di crescita, evolversi verso significati universali, valori spirituali, religiosi o trascendentali, costituiscono altrettanti capitoli del cambiamento, del continuo passaggio, del flusso costante e incessante che è Physis, uno stato dell'Essere, secondo Eraclito, cambiamento come insorgenza del non ancora realizzato e che deve potersi ricostituire in una condizione più matura che trascende l'Io: è il Sè sia l'origine che la meta della coscienza dell'Io.
L'individuazione è dunque scelta etica di realizzazione piena della propria vocazione, adesione ed evocazione insieme del proprio destino, fondazione del proprio Mito iscritto nel quadro dei significati universali accolti e resi fondativi la propria esistenza.
Il processo analitico è il luogo di tale narrazione, sede della comprensione prima ancora che della spiegazione; è comprensione della costellazione di cose determinate dai modi concreti, produttivi, sociali, delle volontà dei singoli ispirate a significati determinati.
Esistono volontà e rapporti tra volontà non energie astratte, ma realtà concrete capaci di conferire significati e non solo di alimentare reazioni.
I fatti psichici e/o fisici separati dal significato per cui essi esistono per me sono una finzione scientifica.
Essi esistono perchè il soggetto li realizza e nel contempo la loro realizzazione è condizione dell'individuazione del soggetto.
L'ordine della materialità dei fatti costituisce il quadro della obiettività scientifica che ricade pesantemente sull'individuo, annichilendone la soggettività creativa e consegnando l'imprevedibilità e irripetibilità dell'individualità singola alla prevedibilità delle connessioni causali.
E' l'individuale che fonda l'esistenza delle cose, le implica nella misura in cui offre loro un orizzonte di significato e senso: si tratta del capovolgimento delle prospettive da una dozzinale pseudo dialettica dei fatti all'ermeneutica dell'individuale.
Ora l'individuazione equivale a conquistare consapevolezza e disponibilità alle possibilità di crescita della nostra vita e il setting costituisce lo scenario rituale nel quale ha luogo la rappresentazione di tale ricerca.
Ricerca dunque della conoscenza di se stesso, in relazione alla stagione di esistenza vissuta, incontro con l'Altro entro di sè, ovvero quella realtà psichica ancora inconscia e che nondimeno influenza e condiziona grande parte della nostra vita.
Ed è dalla sua integrazione che può discendere il cambiamento vero e proprio o metanoia.
Se per Eraclito il cambiamento è uno stato dell'Essere, per lo sguardo analitico corrisponde al riprendere possesso dell'Ombra inconscia e un volgersi progressivamente verso il Sè allontanandosi dalla Persona o Maschera.

Bibiografia

  1. Aristotele. La Metafisica. 2 voll. A cura di G. Reale, 1968.
  2. Berne, E. (1968). A layman's guide to psychiatry and psychoanalysis, (3rd ed.). New York: Simon and Schuster.
  3. Berne, E. (1972). Tr. it.: Ciao... e poi?. Milano: Bompiani, 1979.
  4. Clarkson, P. (1993). Physis in Analisi Transazionale. Neopsiche, XI, 19.
  5. Eraclito. Testimonianze e frammenti. Bari: Laterza, 1983.
  6. Heidegger, M. Tr. it.: Eraclito: L'inizio del pensiero occidentale; 2 Logica. La dottrina eraclitea del Logos.Tr. it. di F. Camera, Milano: Mursia, 1993.

Notizie sull'autore:
Alfredo Marangon,

Psicologo, Psicoterapeuta, Analista Transazionale Didatta in Supervisione Campo Clinico, PTSTA Eata.
Vive e lavora a Genova, per informazioni e richieste tel. 010 2470263, alfrmara@tin.it.

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