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Indice Cronologico
della Rivista Neopsiche
Indice di Neopsiche
N° 24
Per quanto tu cammini e percorra ogni strada, non potrai
raggiungere i confini dell'anima, tanto è profondo il suo
logos". (Eraclito, DK, fr.45) "Io sono tu e tu sei io, e dove tu sei
io sono, e in tutte le cose io sono dispersa.
E dovunque tu vuoi, tu mi raccogli; ma raccogliendomi, tu raccogli te
stesso".
(Frammento gnostico dal Vangelo di Eva in Epifanio di Salamina,
Panarion Haeresion, 26.3)
I pensieri e le passioni: due espressioni dell'uomo alla ricerca
della sua più profonda natura che ogni volta si sottrae alle
definizioni con cui il pensiero categoriale cerca di declinarla in
forme prevedibili e quantificabili.
Lasciarsi alle spalle l'ipoteca scientifica della passione quale
ragione motivante e del pensiero quale tecnologia idonea alla
risoluzione di questo o quel problema equivale consegnarsi all'ascesa
verso la più piena realizzazione personale.
La soggettività è il suo individuarsi di cui
l'autonomia è il mezzo.
Quale relazione istituire dunque tra il processo di sviluppo della
personalità ovvero il dispiegarsi della realtà
personale e il setting analitico quale realtà psichica e
relazionale capace di favorire il naturale processo dell'aspirazione
umana alla piena realizzazione?
Berne considerò tale aspirazione come pulsione creativa
generalizzata verso la salute.
Essa è natura, concettualizzabile quale forza animata dalle
radici biologiche più profonde dell'essere umano.
La relazione è concepibile e raffigurabile nei termini di un
percorso individuativo e realizzativo che promuove, incoraggia,
stimola, prevede forme empiricamente osservabili di passaggio da
condizioni di inautenticità espressiva a condizioni di
autenticità progettuale.
Ora se l'aspirazione naturale equivale ad essere la più
potente determinante del cambiamento personale, allora il compito
analitico nel setting è quello di liberare l'autentica Natura
del soggetto perchè possa costituirsi termine essenziale ed
unico del proprio progetto esistenziale.
Il passaggio dalla natura alla cultura, dall'azione dettata
dall'istinto all'azione governata dalla ragione etica equivale
all'integrazione dell'istinto nelle forme evolutive dello spirito
quale superamento degli idoli, delle false immagini con le quali si
è intrattenuta l'illusoria convinzione del comando, del
controllo, del successo, della fama, del costituirsi titolare di un
potere tendenzialmente illimitato.
Immagini e realtà da noi create, realtà inafferrabili
frutto della nostra mente, dei nostri desideri, della nostra
volontà di potenza.
Dobbiamo saper riconoscere che l'essenziale, la Physis, equivale
all'incessante manifestatività, al flusso che dal nascosto
porta alla luce, quale condizione cui attingere il senso originario
della natura.
Questa modalità del sorgere, della quale Berne ha saputo
riconoscere acutamente "la forza di crescita della natura che
trasforma organismi meno evoluti in organismi più evoluti, fa
crescere gli embrioni in organismi adulti, fa migliorare la gente che
è malata, mentre chi è sano lotta per raggiungere i
propri ideali", costituisce a tutti gli effetti, insieme a Eros e
Thanatos lo sfondo della vita psichica.
Costituisce altresì il crinale che divide e lega insieme il
momento aurorale, continuamente nascente dell'individuo e il momento
ancora impensato, il disvelamento di ciò che è ancora
latente.
Si tratta del movimento che conduce dal nascosto al manifesto: un
ambito del sorgere dove la verità dell'individuo prende le
forme della metanoia, del volgersi, del cambiare, dell'integrazione
delle componenti scisse e reiette di sè, un volgersi verso il
centro della propria individualità, abbandonando
progressivamente la Maschera.
Si tratta in definitiva di permettere alle persone di riprendere il
contatto con quella forza entro di loro, al fine di consentirne la
realizzazione, qualunque ne sia il progetto e la direzione.
Spezzare i confini propri della matrice di copione, dirigere verso un
altrove tale forza di crescita, evolversi verso significati
universali, valori spirituali, religiosi o trascendentali,
costituiscono altrettanti capitoli del cambiamento, del continuo
passaggio, del flusso costante e incessante che è Physis, uno
stato dell'Essere, secondo Eraclito, cambiamento come insorgenza del
non ancora realizzato e che deve potersi ricostituire in una
condizione più matura che trascende l'Io: è il
Sè sia l'origine che la meta della coscienza dell'Io.
L'individuazione è dunque scelta etica di realizzazione piena
della propria vocazione, adesione ed evocazione insieme del proprio
destino, fondazione del proprio Mito iscritto nel quadro dei
significati universali accolti e resi fondativi la propria
esistenza.
Il processo analitico è il luogo di tale narrazione, sede
della comprensione prima ancora che della spiegazione; è
comprensione della costellazione di cose determinate dai modi
concreti, produttivi, sociali, delle volontà dei singoli
ispirate a significati determinati.
Esistono volontà e rapporti tra volontà non energie
astratte, ma realtà concrete capaci di conferire significati e
non solo di alimentare reazioni.
I fatti psichici e/o fisici separati dal significato per cui essi
esistono per me sono una finzione scientifica.
Essi esistono perchè il soggetto li realizza e nel contempo la
loro realizzazione è condizione dell'individuazione del
soggetto.
L'ordine della materialità dei fatti costituisce il quadro
della obiettività scientifica che ricade pesantemente
sull'individuo, annichilendone la soggettività creativa e
consegnando l'imprevedibilità e irripetibilità
dell'individualità singola alla prevedibilità delle
connessioni causali.
E' l'individuale che fonda l'esistenza delle cose, le implica nella
misura in cui offre loro un orizzonte di significato e senso: si
tratta del capovolgimento delle prospettive da una dozzinale pseudo
dialettica dei fatti all'ermeneutica dell'individuale.
Ora l'individuazione equivale a conquistare consapevolezza e
disponibilità alle possibilità di crescita della nostra
vita e il setting costituisce lo scenario rituale nel quale ha luogo
la rappresentazione di tale ricerca.
Ricerca dunque della conoscenza di se stesso, in relazione alla
stagione di esistenza vissuta, incontro con l'Altro entro di
sè, ovvero quella realtà psichica ancora inconscia e
che nondimeno influenza e condiziona grande parte della nostra
vita.
Ed è dalla sua integrazione che può discendere il
cambiamento vero e proprio o metanoia.
Se per Eraclito il cambiamento è uno stato dell'Essere, per lo
sguardo analitico corrisponde al riprendere possesso dell'Ombra
inconscia e un volgersi progressivamente verso il Sè
allontanandosi dalla Persona o Maschera.
Bibiografia
Notizie sull'autore:
Alfredo
Marangon,
Psicologo,
Psicoterapeuta, Analista Transazionale Didatta in Supervisione Campo
Clinico, PTSTA Eata.
Vive e lavora a Genova, per informazioni e richieste tel. 010
2470263, alfrmara@tin.it.
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